La voluntary disclosure o rientro di capitali dall’estero, è uno strumento che permette ai cittadini italiani, con attività finanziarie o patrimoniali all’estero non dichiarate al fisco, di sanare la loro posizione saldando le relative imposte con l’aggiunta di sanzioni, in misuraridotta, differenti da caso a caso.

 

L’istituto in oggetto rappresenta quindi una sorta di “ravvedimento operoso”, che permette al soggetto che ha evaso le imposte una vera e propria “regolarizzazione della propria posizione”.

 

Il contribuente che si avvale del “rientro di capitali” non viene pertanto sanzionato per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute certificate, omesso versamento di IVA, riciclaggio e autoriciclaggio.

 

Il soggetto che intende avvalersi di tale procedura dovrà quindi depositare all’ufficio competenti una formale istanza contenente tutti gli investimenti e le attività finanziarie costituite o detenute all’estero. Successivamente, l’Agenzia delle Entrate provvederà ad una valutazione analitica delle imposte dovute sulla base delle informazioni e dei documenti prodotti dal contribuente; una determinazione analitica di tutte le imposte dovute (Irpef, addizionali, imposte sostitutive, Irap, Iva, ritenute e contributi previdenziali), maggiorate dei relativi interessi.


Tale procedura, tuttavia, presenta alcune esclusioni. La voluntary disclosure  non è più ammessa se la richiesta viene presentata dopo che nei confronti dell’autore della violazione si sia proceduto con accessi, ispezioni, verifiche o qualunque altra attività di indagine amministrativa o penale relative all’applicazione della procedura stessa.

 

 

Avvocato Marco Mannino