La psicologia giuridica è un settore nato dall’esigenza di descrivere la storia personale delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari. Essa si colloca a cavallo tra il diritto e la psichiatria forense: a differenza di quest’ultima, la psicologia giuridica non esaurisce il proprio mandato nella formulazione di una diagnosi, ma cerca di connettere la molteplicità di fattori in campo al fine di aiutare gli attori coinvolti a prendere decisioni in merito al procedimento in corso. Essa comprende lo studio dei fattori della personalità: intelligenza, carattere, attitudini, bisogni, motivazioni, stimoli, fragilità psichica, stress psicosomatico, affaticamento mentale, pericolosità sociale.

Rientrano nell’area della psicologia giuridica gli aspetti psicologici legati a separazione, divorzio, adozione nazionale e internazionale, affido etero-familiare dei minori, valutazione e misurazione del danno psichico. La psicologia giuridica è chiamata a pronunciarsi anche in ambito penale, in merito a maltrattamento dei minori, abuso sessuale, comportamenti deviati, violenza di gruppo, turbamento mentale e psicofisico della vittima, pedofilia, minori a rischio di devianza, “carriere criminali”, bullismo, dipendenze e sfruttamento.

Risultano fondamentali anche gli approfondimenti degli aspetti psicologici della responsabilità penale dei minori e degli adulti, dei comportamenti dei “testimoni” e degli effetti dello stato di reclusione. Infine si sottolinea che la psicologia giuridica fornisce gli strumenti operativi per la realizzazione del “colloquio protetto”, della “consulenza tecnica” e della “perizia psicologica”, in ambito civile e penale.

 

La psicologia giuridica si articola in cinque aree specialistiche:

  • Psicologia giuridica civile: valuta l’affidamento dei figli ad un genitore nelle cause di separazione o divorzio, l’affidamento congiunto e alternato, quello eterofamiliare, nonché l’adozione nazionale e internazionale.
  • Psicologia giudiziaria: riguarda l’osservazione e la descrizione psicologica dei soggetti coinvolti, ai fini della valutazione del profilo e dell’eventuale danno psicologico. Essa studia la personalità dell’individuo in quanto imputato, nonché le persone che partecipano al processo (giudici, testimoni, avvocati, parti lese).
  • Psicologia criminale: si occupa dello studio della personalità di un individuo in quanto autore di un reato, dei concetti di criminalità e devianza, di devianza minorile, dei modelli di analisi e delle teorie interpretative. Riguarda l’osservazione e la descrizione del comportamento psicologico abituale dei soggetti autori di reati, anche ai fini della valutazione dell’eventuale pericolosità sociale.
  • Psicologia rieducativi: riguarda l’osservazione e la descrizione del valore psicologico della pena assegnata alle persone oggetto di rieducazione. Essa esamina i problemi psicologici relativi alla detenzione, attraverso attività di osservazione, sostegno e trattamento del condannato; esamina la personalità di un soggetto sottoposto ad una pena, in riferimento all’ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975 n. 354) sulle misure alternative alla detenzione e sul trattamento individualizzato.
  • Psicologia legislativa: riguarda la descrizione, lo studio e la elaborazione di norme riguardanti la prevenzione ed il contrasto della delinquenza, o il contenuto della pena e le conseguenze psicologiche del periodo di carcerazione. Essa coordina inoltre le nozioni di psicologia esistenti all’interno del codice per contribuire al miglioramento delle leggi, attraverso l’analisi delle categorie giuridiche a rilevanza psicologica.

 

Diego Scarselli

Psicologo clinico – Consulente in ambito giuridico