La risposta al quesito è di regola sì.
Invero, stando all’univoco ed ormai consolidato orientamento della Corte di Cassazione, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile. Tuttavia, l’infedeltà del coniuge, precisa la Suprema Corte, deve essere causa, non effetto della crisi coniugale (ex plurimis, Cass. Civ. 7.12.2007, n. 25618). In altri termini, la richiesta di addebito della separazione per violazione dell’obbligo di fedeltà trova giustificazione soltanto laddove si dimostri che la crisi coniugale abbia avuto inizio in seguito alla scoperta dell’adulterio del coniuge, non potendo essere accolta, invece, quando l’infedeltà coniugale sia mera conseguenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, caratterizzata da una convivenza solamente formale.
Sulla scorta del suddetto principio, il Tribunale di Bergamo, chiamato a decidere sulla richiesta di addebito avanzata dalla moglie fondata sulla violazione del dovere di fedeltà da parte del marito, con sentenza n. 340/2009, in persona del G.R. Dott.ssa Laura Giraldi, ha statuito che “laddove la violazione del dovere di fedeltà sia provata, detta violazione costituisce in sè comportamento tale da causare l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e, pertanto, spetta al soggetto cui sia stata addebitata tale violazione fornire prova dell’assenza di relazione causale tra l’infedeltà perpetrata ed il fallimento dell’unione coniugale”.
In definitiva, il coniuge convenuto in un giudizio di separazione personale con richiesta di addebito per accertata violazione del dovere di fedeltà coniugale, per vedersi assolvere dalla domanda avversaria dovrà fornire rigorosa prova della preesistenza di una crisi coniugale già irrimediabilmente in atto causata da altri fattori.

In altro caso, sempre sottoposto al vaglio del Tribunale di Bergamo, foro presso cui maggiormente esercito la professione, la platealità ed il carattere recidivo del comportamento infedele del coniuge hanno portato alla pronuncia di addebito della separazione, venendo di fatto assorbito l’accertamento del nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, nel caso di specie di tutta evidenza presumibile:” la separazione è addebitabile quando risulta provato che il coniuge abbia intrattenuto relazioni adulterine con altre donne ed abbia frequentato assiduamente locali notturni intrattenendosi con le ballerine ivi presenti e spendendo con esse il proprio denaro. La prova, nel caso di specie, viene fornita a mezzo produzione di fotografie che ritraggono il coniuge in atteggiamenti affettuosi con due giovani donne, senza che il coniuge abbia dato alcuna spiegazione delle immagini riprodotte, oltre alla prova testimoniale del gestore del locale notturno sulla frequentazione assidua” Tribunale di Bergamo, G.R. Dott. Vincenzo Scibetta, sentenza n. 1436/2009.
Avv. Gianandrea Ventriglia